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BRACCIANO: NOTIZIE STORICHE

Secondo alcune interpretazioni, il nome di Bracciano deriva dal toponimo latino Barcenium o da Brachium Iani (“braccio di giano”: presente nello stemma comunale). Più probabilmente esso è legato alla grande quantità di opere idrauliche realizzate in epoca antica: ai Brachia (cioè bracci) degli acquedotti romani e alla terra che li ospita, il Brachianum.
Abitato fin dall’epoca etrusca, come attestano alcune tombe a una e due camere scoperte in località Colonnette, in epoca romana diventa tappa della via Clodia, tangenziale della via Cassia. In questo periodo è costruito il primo acquedotto che, distrutto nel Medioevo, verrà ricostruito da Papa Paolo V (da lui il nome di Acqua Paola) per il rifornimento idrico di Roma. Tuttora, il bacino del Lago di Bracciano fornisce la capitale.
Trasformato in feudo attorno al X secolo, Bracciano viene ceduto successivamente a un gruppo di proprietari, tra i quali si distinguono i Di Vico che ampliano la rocca fortificata già esistente. Ai primi del ‘400 compare la prima casata nobiliare romana, quella degli Orsini, che ottengono il feudo da Martino V come segno di riconoscenza verso il cardinale Giordano Orsini.
Nella seconda metà del XV secolo Napoleone Orsini inizia i lavori per trasformare la rocca in una residenza degna del suo casato: sorge così l’attuale castello Orsini-Odescalchi.
Per onorare la nuova parentela in occasione del matrimonio d’interesse tra Paolo Giordano I e Isabella de’ Medici nel 1556, Pio IV de’ Medici eleva il feudo di Bracciano a Ducato, comprendendovi anche i centri di Campagnano, Anguillara, Galeria e Trevignano. Virginio Orsini fa erigere nuovi muraglioni sotto il castello, nuove abitazioni e un convento; il suo successore Paolo II allarga i confini del territorio, oltre a promuovere l’industria della lana e a costruire acquedotti.
Dal 1696 il feudo di Bracciano passa nelle mani degli Odescalchi, altra famiglia prestigiosa della Roma del XVII, che tra l’altro, fecerò costruire un acquedotto che per la prima volta porta acqua corrente all’interno del borgo. In seguito, per un breve periodo i Torlonia si sostituiscono nel governo dell’abitato, fino a che gli Odescalchi, tuttora proprietari del castello, ne acquisiscono nuovamente la proprietà.

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